Vendere dolci fatti in casa

Se sei particolarmente brava/o a preparare dolci in casa, forse non sai che potresti trasformare la tua passione in un vero e proprio lavoro. Proprio così. Hai infatti la possibilità di avviare una IAD, ossia un’impresa alimentare domestica per vendere in modo del tutto legale torte fatta in casa e anche altri tipi di alimenti.

Cerchiamo di approfondire questo argomento.


In cosa consiste una Impresa Alimentare Domestica

Questo tipo di impresa è perfettamente legale, in quanto soggetta a registrazione, e si propone come obiettivo quello di preparare e vendere prodotti alimentari; la principale differenza, quindi, rispetto a un ristorante o ad una pasticceria risiede nella circostanza che tutte la fasi produttive e commerciali avvengono all’interno delle pareti domestiche e non in un locale pubblico.

Ovviamente la domanda che ti starai ponendo riguarda i prodotti che possono essere posti in vendita con questo tipo di attività. In linea di massima, possono essere vendute tutte le preparazioni di pietanze fatte in casa come dolci, torte, pane, prodotti da catering, prodotti tipici e così via con la sola esclusione delle bevande alcoliche.


Chi sono i soggetti che possono aprire una IAD

Non esistono al momento delle condizioni particolari, dal punto di vista dei requisiti soggettivi, per poter procedere all’apertura di una IAD in quanto è richiesta soltanto la maggiore età.

In realtà, possiamo considerare che si tratta di un tipo di attività che è particolarmente adatto per l’universo femminile e le mamme che hanno la passione per la cucina, in quanto permette di conciliare il lavoro con buona parte degli impegni familiari. Inoltre, bisogna anche tener conto che si tratta di un’azienda che non richiede un investimento iniziale particolarmente forte e spesso, molte persone la svolgono come secondo lavoro.


Adempimenti di natura burocratica




Trattandosi di un’attività di impresa in piena regola, appare superfluo ricordare che bisogna procedere all’apertura della Partita IVA, anche se con costi più contenuti e un iter più snello rispetto a quelli ordinari.

Più interessante è invece la questione dei limiti che sono imposti allo svolgimento di quest’attività. Bisogna subito chiarire un punto e cioè che al momento non è presente una normativa di carattere nazionale.

Al momento infatti l’unica testo al quale ci si deve rifare è quello relativo ad una serie di Regolamenti emanati dall’Unione Europea. Questi ultimi dettando delle indicazioni di carattere generale per quanto riguarda l’igiene dei prodotti alimentari, l’etichettatura alimentare e ovviamente la tracciabilità delle diverse preparazioni alimentari.

L’Italia al momento ha recepito questi regolamenti ma non ha ancora redatto una norma di carattere nazionale, lasciando in alcuni casi alle realtà territoriali di predisporre delle istruzioni a carattere locale.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la cucina, ossia il luogo dove avverrà la preparazione dei tuoi dolci fatti in casa. Si tratta di un ambiente che deve disporre di spazio sufficiente per potersi muovere liberamente e che disponga anche delle attrezzature necessarie: in mancanza l’ASL competente territorialmente potrebbe non rilasciare il nulla osta per l’avvio dell’attività.

Altro elemento importante riguarda la necessità di seguire un corso di formazione professionale che permetta di acquisire le competenze giuste sulle norme HACCP e le basi per operare in ambito gastronomico.

Se hai spirito imprenditoriale e passione per la cucina e voi iniziare questa nuova attività informati presso il tuo comune, ci sono diverse associazioni che ti possono aiutare, anche da contattare online. Il percorso all’inizio può essere tortuoso e burocratico per cui ti servirà una mano da un professionista del settore e un commercialista per capire effettivamente le spese a cui andrai incontro e i controlli a cui dovrai attenerti.

Tutto è pronto quindi; non ti resta che avviare la tua IAD e iniziare a vendere dolci fatti in casa.

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