Imbustamento, assemblaggio e confezionamento: c’è da fidarsi?

Una delle attività più controverse che da anni viene proposta, e nell’ultimo periodo con l’avvento del web viene sponsorizzato in misura sempre maggiore, è quello dell’imbustamento da casa, una pratica che secondo alcune testimonianze permetterebbe di far guadagnare anche delle somme consistenti.

Di seguito cercheremo di spiegare in cosa consiste, qual è il guadagno che si riesce ad ottenere e come cercare di evitare delle truffe.


In cosa consiste l’imbustamento da casa

Secondo quello che viene proposto dalle aziende che cercano collaboratori per l’imbustamento da casa, il lavoro consisterebbe in una forma di collaborazione molto sicura e alquanto redditizia, con guadagni che sarebbero proporzionali alla quantità di lavoro svolto.

Le aziende che offrono lavoro da casa si avvalgono di lavoratori esterni alla stessa per effettuare le operazioni di imbustamento di materiale pubblicitario, di assemblaggio o confezionamento di alcuni documenti aziendali, apponendo in molti casi anche il francobollo per la spedizione.
Quest’ultima può rientrare o meno nell’accordo di collaborazione; in tal caso è lo stesso corriere che consegna il materiale da imbustare che provvede anche al ritiro per procedere alla successiva spedizione.


Quanto si può guadagnare con l’imbustamento?

Il semplice meccanismo appena descritto solitamente prevede la corresponsione della somma di un euro per ogni busta che viene preparata e ciò comporta quindi che le somme che si possono guadagnare, nel caso in cui venisse preparato un buon numero di buste, siano molto interessanti. Ma in molti casi, il lavoratore che si propone per questo tipo di attività scopre molto presto che si trova coinvolto in una vera e propria truffa.




Perché si può incorrere in una truffa

Il primo punto che deve destare qualche dubbio circa la reale validità di queste offerte di lavoro è che, nonostante la notevole redditività che promette, non ci sono persone che dichiarano di fare questo tipo di lavoro.

Un ulteriore elemento che bisogna poi valutare riguarda il fatto che difficilmente un’azienda destinerebbe del materiale aziendale, anche solo di carattere pubblicitario, ad una persona estranea che non può controllare, senza sapere neanche se effettivamente provvederà alla spedizione, se si deve occupare anche di quest’attività.

Ma il fattore che più di tutti deve effettivamente far scattare il campanello d’allarme e pensare che ti stai trovando di fronte ad una truffa è la richiesta da parte dell’azienda che commissiona il lavoro di un contributo spese. Quest’ultimo solitamente si aggira intorno ai venti euro e viene chiesto in concomitanza con il primo invio del materiale.

Indipendentemente dal motivo per i quali ti viene chiesto questo contributo c’è da chiedersi inoltre chi ti assumerebbe senza fare un idoneo colloquio di lavoro.

Per evitare questo tipo di truffa, pertanto, ti conviene diffidare completamente delle offerte di lavoro di imbustamento che ti vengono proposte online e cercare invece una qualsiasi attività lavorativa nei pressi di una delle aziende manifatturiere che si trovano nella tua zona: in questo caso infatti ti basta fare leva sulla tua professionalità e guadagnarti la fiducia di queste aziende nel tempo, svolgendo le mansioni che ti verranno affidate di volta in volta con la massima competenza.

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