Perchè le aziende non aprono allo smartworking? Paure e falsi miti

Sono sempre di più le aziende che hanno introdotto la modalità smartworking nel loro modello di lavoro, in cui i dipendenti possono comodamente lavorare da casa, dove vengono giudicati in base alla qualità del lavoro, insieme agli obiettivi raggiunti. Inoltre i lavoratori non hanno alcun vincolo riguardo gli orari o il luogo di lavoro, facendo conciliare, così, vita privata e lavoro.

Ma esistono degli svantaggi nello smartworking? Molti datori di lavoro non sono ancora convinti del successo di questa pratica. Sono tanti i pregiudizi riguardo ad esso. In questo articolo approfondiremo i vantaggi e gli svantaggi del cosiddetto lavoro agile.

La prima critica che viene mossa al sistema dello smartworking è che i lavoratori se ne approfitterebbero, a causa della lontananza dal datore di lavoro e dal luogo di lavoro, come l’ufficio, portando quindi ad un sottovalutazione della qualità dell’impiego richiesto. Questo falso mito non trova sempre riscontro, in quanto è testato come i dipendenti lavorino meglio quando si basano sugli obiettivi, perché tendono a responsabilizzarsi e rendersi più produttivi.

Un’altra accusa è il senso di isolamento che può derivare dallo smartworking, ma che non è lo stesso che potrebbe causare il telelavoro, il quale prevede di lavorare interamente a casa propria senza alcun contatto umano. Infatti, con lo smartworking, il dipendente può organizzarsi in base alle proprie esigenze e suddividere il carico di lavoro fra l’ufficio e la casa propria.

Quindi, queste due modalità lavorative risultano molto diverse tra loro, perché un buon programma di remote working può tenere saldo lo spirito aziendale anche alternando periodi, ad esempio, di lavoro in co-working con attività di aggiornamento da svolgere in casa.

Ma smartworking non vuol dire esclusivamente lavorare da casa, ma consiste essenzialmente nello svincolare il dipendente dai concetti fissi di tempo e di luogo lavorativo, che può essere anche un ambiente diverso da quello domestico o da quello aziendale; infatti è testato che lavorando in luoghi al di fuori degli ambienti convenzionali, il lavoratore può sviluppare una maggiore adattabilità e una maggiore responsabilizzazione.



Molto spesso si parla di come non tutti i lavori possano adattarsi alle modalità dello smartworking. Questo pensiero non è sempre vero, in quanto non tutte le aziende hanno sperimentato le capacità e i risultati che si possono generare attraverso il lavoro da computer a distanza.

Esistono diversi datori di lavoro che hanno sperimentato programmi di lavoro agile leggermente diversi, per adattarli al tipo di azienda. Questo dimostra che nessun gruppo di operai è escluso da questa pratica e che chiunque può rendersi produttivo, anche a distanza.

Il principale problema che non permette al lavoro agile di svilupparsi maggiormente nei programmi aziendali è la cultura tecnologica che è ancora assente in Italia. L’arretratezza che dobbiamo fronteggiare noi del Bel Paese sicuramente è uno dei fattori che rende più difficile adottare uno stile lavorativo del genere.

Ovviamente non tutti i dipendenti sono in grado di gestire il carico di lavoro mostrando disciplina e maturità. Infatti per adattarsi al meglio allo smartworking, il lavoratore deve avere buone capacità organizzative, ad esempio gestire il tempo da passare in ufficio, in caso di attività che richiedono interazioni, e quello da passare in casa, per svolgere attività che magari richiedono una maggiore concentrazione.

Il modo di fare management sicuramente deve subire un cambio di approccio da impiegare. Infatti un manager, in questi casi, dovrebbe giudicare il lavoro dei propri dipendenti più che sul controllo diretto su di essi, sugli obiettivi e i risultati raggiunti, sapendo dare autonomia e fiducia ai lavoratori.

Un altro aspetto fondamentale per svolgere un buon lavoro nello smartworking è offrire ai lavoratori una tecnologia sicura, affidabile, efficiente, quindi che non sia in grado di creare problemi tecnici a chi la utilizza, perché ostacolerebbe ancora di più la riuscita di questo metodo di lavoro.

In definitiva, lo smartworking può essere considerato un approccio di lavoro in crescita e che probabilmente troverà maggior diffusione negli anni a venire, quando le aziende avranno compreso i modi per svolgerlo al meglio con le migliori risorse e i dipendenti si saranno responsabilizzati e abituati al punto di considerarlo un metodo di lavoro comune.

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